lunedì 23 giugno 2008

LA LUCE

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Era notte. In mezzo a tanti rumori, in mezzo a tante persone, da lontano una luce, quella luce. La luce che più di un anno e mezzo fa illuminava la mia quotidianità. Ed ecco che riappare, come un faro abbagliante quasi mi acceca. Improvvisamente. Inaspettatamente. Il suo sguardo puntato su di me, i miei occhi puntati su di lui... Quasi a cercare un contatto che per un anno e mezzo si è perso nel vuoto. Per un attimo il tempo s'è fermato. Intorno a me il vuoto, la paura, la sensazione di tornare indietro nel tempo. Smarrimento. La sua immagine stampata nella mia mente, la sua voce in mezzo a mille suoni era l'unica che giungeva limpida e pulita alle mie orecchie. Cercai di distrarmi, ma qualunque parola dicessi, qualunque cosa guardassi, sentii e vidi solo lui. E poi il suo sorriso, quasi a volermi dire qualcosa, e un banale "ciao" pronunciato dalle sue labbra. Talmente banale che non scorderò mai quelle quattro lettere.
Mi sento così impotente e stupida, pensavo di essere "guarita"... pensavo...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

non si guarisce mai da quella malattia..e guai a guarire

Eli ha detto...

Perchè dagli ancora così importanza da considerarlo "la luce"? Ora non è la luce, è "il buio" che ti avrebbe oscurato i giorni se il destino, fortunatamente, non ti avesse prescelta per cosa più grandi. TU SEI LA LUCE.
P.S. Lo sai vero che se fossi li ora ti avrei riempito di insulti, vero?.....TI AMO!!!!