sabato 6 settembre 2008

IL FILM

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Tutti vi aspetterete di leggere una mail piena di entusiasmo e di gioia, nella quale magari vi racconto com'è andato il mio viaggio, le mie prime impressioni sulla tanto sognata SF, quali sono le prime persone che ho incontrato...
E invece no. Purtroppo niente di tutto questo. Vi posso solo dire che vi scrivo questa mail da casa mia, da Crodo, in Piemonte, in Italia. E vi posso solo raccontare come ho passato gli scorsi tre giorni che spero presto di dimenticare. Non preoccupatevi, sto bene, solo un po' incredula e assonnata e sconvolta per avere fatto in tre giorni andata e ritorno dall'America. Sono arrivata a casa ieri sera, distrutta fisicamente per non aver mangiato nè dormito per due giorni e mentalmente confusa, triste, con le mani vuote, con un sogno che mi è stato rubato troppo in fretta e troppo ingiustamente.
Spero un giorno di poterne parlare in modo più rilassato, magari riderci sopra. Quando riuscirò a sdrammatizzare. Lo so, non è la fine del mondo, c'è di peggio ne sono cosciente, ma tutti voi (ed alcuni in particolar modo) sapevate cosa significava per me questo viaggio.
Sono arrivata alle 14 ora locale di mercoledì 3 settembre a SF. Dopo le varie 'pratiche', mi ritrovo all'ufficio sicurezza immigrazione. Una sala d'aspetto con tante persone che attendono il loro turno per avere l'OK diciamo, per poter uscire dall'aeroporto. Controllano il mio visto e cominciano a farmi domande su quanto intendo stare negli US e sulla motivazione. Sarà stato il mio inglese non troppo perfetto a destare sospetto o la mia insicurezza nel rispondere ad alcune loro domande. In primis, mi spiazzano chiedendomi se avevo con me il certificato della mia laurea (dopo che gli avevo detto che ero laureata. Ma vi pare che porto in America la mia pergamena? Bò...) e dicendomi che i soldi che avevo sul conto corrente non sono abbastanza per vivere 6 mesi in America. Rispondo dicendo che l'intenzione è quella di stare da dei parenti in SF e che quindi non dovrei pagare alloggio o cose di questo tipo e che in ogni caso i miei genitori sarebbero disponibili ad aiutarmi economicamente. Seguono le domande sui miei parenti americani: di che grado? quanti anni? data di nascita? lavoro? ecc. Rispondo ad alcune con un po' di insicurezza (non ero informata sulla data di nascita di mia cugina e quando rispondo "teacher" alla domanda sull'impiego lavorativo, mi chiedono insegnante di che cosa. Aimè, non lo sapevo). Chiamatemi sprovveduta o ingenua o quello che volete, ma sinceramente non pensavo mi facessero domande così nel dettaglio. Avevo anche una lettera scritta da mia cugina in cui dichiarava il legame di parentela e il fatto che avrei soggiornato da lei, ma la lettera era nella valigia che avevo imbarcato. E in tutto questo mi sono dimenticata di dirvi che la mia valigia è lost. Non era mai stata imbarcata sul volo London - SF e quindi probabilmente era rimasta a Londra. Se non è sfiga questa non so come chiamarla.
A questo punto, mi fanno sedere. Dopo un po' mi chiamano, e rimango a dir poco sbalordita quando mi presentano sotto gli occhi alcune delle e-mail che io e la mia parente americana ci eravamo scritte nei mesi scorsi. Vi giuro, ho pensato subito che non era tecnicamente possibile. Come fanno ad averle? Non lo so ancora adesso. Pensavo che certe cose succedessero solo nei film, ma l'America è un film, forse è proprio tutto esattamente come in un film. In alcune e-mail vi era uno scambio di dialogo tra me e mia cugina in cui si parlava della possibilità di trovare eventualmente un lavoretto under the table (in nero) come baby-sitter o come cameriera per riuscire a mantenermi il soggiorno e non gravare completamente sul mio conto corrente, sui miei genitori o sui miei parenti americani in termini di accomodation. Con il visto che avevo, turistico, sapevo benissimo che non potevo lavorare. Ma chi non lo fa? Chi non ha mai lavorato in nero per guadagnarsi qualcosa per vivere? Sarò stata troppo ingenua, non lo so, ditemelo voi, ma vi giuro non pensavo ad un interrogatorio simile. E non sapevo di certo che avrebbero trovato le mie mail. Dov'è la privacy? Esiste ancora? O siamo solo delle macchine, dei numeri e controllano anche quante volte andiamo al bagno in un giorno??????
A tutto ciò sono seguite mille pratiche, mi sembrava di vivere in un film vi giuro: impronte digitali di tutte le dieci dita, foto come si vede proprio nei film (con lo sfondo bianco e le righe nere orizzontali come i carcerati), dichiarazione sotto giuramento di tutto quello che era successo, altrimenti era reato federale. Hanno fatto pure delle fotocopie di alcune pagine della mia agendina personale, dopo aver messo sottosopra la mia borsa. Mi hanno impedito di fare una telefonata una ai miei genitori o a mia cugina, di tenere il telefono cellulare con me, di vedere mia cugina che era venuta a prendermi all'aeroporto e ho saputo dopo essere stata lì fuori ad aspettarmi fino alle 20 di sera. Peggio di un mostro, mi sono chiesta "Ma che cazzo ho fatto? Manco avessi ucciso qualcuno!". Non avevo parole, pensieri, niente. Solo le lacrime mi tenevano compagnia.
Dalle 14 di pomeriggio tutta la pratica è finita verso le 23.30. Con la conclusione che non avevo il permesso di entrare negli US, visto negato, e con un volo di ritorno prenotato per le 16.30 del giorno dopo. Neanche un mi dispiace o un come stai. Niente. Pensavo che almeno per la notte avrei potuto soggiornare in una camera d'albergo o andare dai miei parenti. Pensavo. Sono rimasta lì nella sala d'aspetto tutta la notte e tutta la mattina, quando finalmente ho potuto almeno parlare al telefono con i miei parenti americani (con davanti l'omino che mi diceva quanti minuti ancora mi rimanevano a disposizione per parlare). Ho detto se potevo telefonare a mia mamma, mi hanno risposto "dopo". Ma quel dopo devo ancora vederlo. Finalmente arrivano le 16 di pomeriggio e mi imbarcano sul volo per Londra.
Mille pratiche e telefonate anche per trovare la mia valigia che era stata persa. A SF mi dicono che l'avrei ritirata a Londra. A Londra non ne sanno nulla, ho fatto la denuncia e l'aspetto ancora ora. Dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, spero. O magari me l'hanno sequestrata di nascosto per controllare se avevo qualche pezzo di uomo in un sacchetto di plastica o qualche chilo di cocaina (volevo sdrammatizzare un po'...)!
Arrivo a casa ieri sera alle 20, dopo che il volo London - Milan aveva fatto pure ritardo.
Distrutta. Forse questa è la parola che racchiude un po' tutto il mio stato, sia fisico che mentale. Distrutta fisicamente, dalle 24 ore di volo totali in poco meno di tre giorni e dalle ore che sono stata seduta senza chiudere praticamente occhio. Distrutta perchè avevo costruito questo progetto con tanta dedizione, nel minimo dettaglio e con tanti sacrifici (alcuni di voi lo sanno bene), due lavori a Milano per guadagnare un po' di più e mettere da parte i soldi, "ma no Laura, non comprare quel jeans che costa troppo", "risparmia, risparmia", mi sono licenziata dal lavoro per vivere quest'esperienza, tutto per uno scopo, per un obiettivo, per un sogno che è durato mesi e mesi per poi essere distrutto in meno di un giorno. Che cazzo di senso ha? Ditemelo voi, perchè io penso che non sia giusto, certo facevo qualcosa di sbagliato cercando di lavorare in nero, su questo hanno ragione. Ma cosa c'è di giusto a questo mondo? E' giusto che controllino e leggano le tue e-mail private? E' giusto che mi proibiscano di chiamare mia mamma che non ha dormito tutta la notte sapendo quello che mi stava succedendo (dato che è stata avvisata da mia cugina americana)? E' giusto che facciano delle fotocopie della mia agenda privata? A me non sembra giusto. A me non sembra giusto un cazzo. Che senso ha fare dei progetti, se poi c'è subito pronto qualcuno a distruggerteli?
Non so dirvi come mi senta, stanotte ho dormito tanto, mi sono riposata, ma certo il mio umore non è dei migliori. Una sola domanda: cosa faccio ora? Sono confusa, molto. Non ho voglia di pensare a niente in questo momento. Non mi piace fare la vittima, non voglio essere compatita o cose del genere. Supererò anche questo, come ho sempre superato tutto il resto. E poi so che c'è di peggio, molto di peggio. E' che ogni volta che ho qualcosa tra le mani qualcuno me lo porta via, non è la prima volta.
Aver vissuto anche questa brutta avventura mi aiuterà, voglio cercare il lato positivo, e lo trovo ne sono sicura. Sono fatalista come molti sanno, quindi doveva andare esattamente così, il perchè spero di scoprirlo a breve. Come spero di tornare a breve la Laura che tutti conoscete.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

A volte, basta un soffio di vento, a volte basta davvero un soffio di vento a cambiare la direzione e il verso delle cose.
Io non ho seguito con costanza il tuo passato, e rimango sempre del parere che da un blog non si puo' leggere nulla di piu' di uno o due strati sotto la pelle.
Quindi non conosco quanta importanza avesse per te questo viaggio, ma conosco cosa significa arrivare ad un passo da un sogno e vederselo sfumare via.
E' sempre la stessa storia , dolce laura, sempre la stessa, persone che decidono per altre persone, situazioni che determinano altre sottosituazioni, e non possiamo fare altro che stare li, a vedere un perfetto sconosciuto che calpesta camminando senza guardare il nostro castello di sabbia , costruito dopo mille giorni e mille notti di cura e geometria e amore.
Basta ch'io scriva parole come B agdad o 1 1 s ettembre, che questo messaggio verrebbe scansito e decifrato e decriptato da un ufficio nascosto chissà dove.
Non è fantascienza quello che ti è accaduto, è realta, una realtà che io chiamo pura follia.
Devi chiedere a te stessa se a questo punto loro ti meritino, lasci una scia di un profumo buonissimo tu, un profumo di arance, di limone, forse sei fatta per non avere quel tipo di sogno.
Vedila cosi, nel tuo prossimo futuro scegli una via da percorrere, una persona da conoscere, una mano da stringere, occhi negli occhi in un bar semivuoto, fatti una passeggiata per la tua città da sola, o con un amica a cui chiederai pero' di non parlare, sentitevi i passi che fate, il respiro che dopo un po' si sintonizza su di voi due.
E chissà trovi quello che non avresti mai potuto trovare andando a SF, pensa a come ti saresti mangiata le mani, chiusa dentro un america finta e antidemocratica e razzista e disillusa e carnefice e piena di debiti e piena di attori che fanno i politici e piena di bottiglie di birra senza alcool e piena di ubriachi senza che barcollino.
Mi hai dato una grande responsabilita' chiedendomi di aiutarti con le parole, io che non ne ho di buone nemmeno per me stesso.
Ma non voglio lasciarti a ricordare ricordi che non vanno ricordati, perchè il tuo pensiero come il tuo cuore, laura, è un posto prezioso, non merita di starci nemmeno un dettaglio dell'ostinata indifferenza di chi ti ha trattata cosi.
Sono certo che saprai cavartela.
In ogni caso possiamo parlarne davanti ad un caffè.
Tanto per sapere che siamo veri.
Scusami per l'orario ma sono a San Remo, fuori cè la notte bianca, le musiche si uniscono e non si capisce nulla, ho parcheggiato la moto in un posto allucinante incastrata in mezzo ad altre centoventidue moto.
Se domani la trovo ancora posso tornare a Milano e offrirti un caffè se no dovro' trovare un lavoro in nero e cercare di attraversare il confine francese a nuoto, chissà forse i francesi mi meritano.
:-)

Virgilio Rospigliosi ha detto...

Mamma mia che esperienza devastante che deve essere stata.
Scusami se mi sono intrufolato, vengo dal Blog di Dubbafetta e ho curiosato.
Deve essere tremendo trovarsi in situazioni del genere. Specie se non ti permettono nemmeno di telefonare a casa. La prima cosa che io avrei pensato trovandomi al tuo posto sarebbe stata "ora mi mettono in carcere e non so quando riesco".
A volte si sentono queste cose e pensi che siano leggende invece è tutto vero. Bisogna stare attentissimi a quello che scriviamo nelle mail, non si sa mai.
Da parte mia ti faccio gli auguri che ti passi tutto e che un progetto sfumato ne faccia nascere un altro inaspettato e piu bello e ti dico grazie per avermi fatto conoscere questa esperienza.

Ciao, Virgilio

Paolino73 ha detto...

Ciao anche io mi sono intrufolato leggendo il post dell'amico Dubba.Non stupirti se avevano delle tue email:negli Stati Uniti c'è un'agenzia governativa che per il "bene" del paese controlla tutto il traffico elettronico e telefonico alla ricerca di terroristi e quant'altro.Il concetto di privacy negli USA non esiste,e meno male che è un paese civile.La cosa che fa rabbia è che sia qualcun'altro che decide per la nostra vita.Io ho una filosofia tutta mia,penso che la nostra vita sia un libro già scritto e le cose accadono perchè il destino ha deciso cosi.Forse in futuro ti si aprirà una porta che ti farà dimenticare questo spiacevole episodio.Buona fortuna.
Paolino

eli ha detto...

ops! arrivo anch'io qui dritta dritta dal blog di dubba!!! non vorrei invadere ma... a parte che le ultime righe di dubba, qui sopra, mi han fatto veramente ridere di gusto e spero abbiamo avuto lo stesso efetto su di te(sei un grande dubba, lo sai?!?) io vorrei dirti che di certo è stata un'ingiustizia quello che ti accaduto e che purtroppo capiterà di nuovo ad altri che, come te, non se lo meritano, è assurdo che certe cose capitino davvero, non fossi qui a leggerlo non ci crederei... ma questo non deve assolutamente distruggere il tuo sogno di andare a SF, tu ci devi riprovare e vedrai che la prossima volta andrà bene! capisco la tua delusione,la tua rabbia, ma sono convinta che a giorni sfumerà lasciandoti piu' forte e piu' deteminata di prima!!! nessuno puo' ditruggere i nostri sogni o convincerci ad abbandonarli... io credo nel destino, come se fosse il nostro palcoscenico, la nostra ambientazione, il nostro sfondo. ma credo che NOI siamo artefici delle nostre vite e che sta a noi combattere per raggiungere i nostri obiettivi e realizzare i nostri sogni! anche se non ci conosciamo ti lascio un abbraccio virtuale e spero di non aver disturbato... eli

lucagel1 ha detto...

Non ho parole per dirti quanto mi dispiace...ti sono vicino...e se il mio Amico Dubba lo permette mi sederei volentieri anch'io al tavolo per sorseggiare un bicchiere di buon vino...magari assaporando una stuzzichevole Paposcia...ci sono persone che ti vogliono molto bene....

ღღ Š î $↕ Ŧ ۞ ღღ ha detto...

Ciao scusa ma passavo di qua e sinceramente ti ho sentito un pò vicino alle mie esperienze da Sisifo (se passi a trovarmi saprai perchè)Vedrai che con il tempo ci riderai sopra farai come una vignetta di Fantozzi e che ne sai che questo non è l'inizio di qualcosa di importante. Ciao un saluto Sisifo
(ilmondodisisifo.blogspot.com)

Anonimo ha detto...

Mi dispiace per quello che ti e' accaduto, e prima di leggerlo non avrei mai pensato potesse accadere a noi italiani!

Ma giusto per capire bene bene come sono andate le cose, come hanno fatto ad avere le tue mail? Hai dato un tuo indirizzo o quello di tua cugina? Perche' (pensi) che abbiano voluto fotocopiare l'agendina?

C'e' la possibilità che i tuoi parenti siano indagati (a loro insaputa) per qualche reato? C'e' qualcuno prima di te che e' emigrato e che poi e' rimasto per sempre in usa (fratello, cugino...)?

Grazie