martedì 2 dicembre 2008

PER UN PUGNO DI… CIPOLLE!

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Partiamo da Byron Bay alle 8.30 di mattina e arriviamo a Brisbane dopo tre ore e mezza di viaggio. Scopriamo all’arrivo che a Brisbane c’è il fuso orario di un’ora rispetto allo stato del New South Wales, quindi si tirano indietro le lancette di un’ora. Sono le 11 a.m. Decidiamo di fare un giro nella capitale del Queensland intanto che aspettiamo l’altro bus che ci porterà a Gatton. Brisbane è la terza città più grande dell’Australia dopo Sydney e Melbourne. Per quel poco che ho visto sembra essere una città abbastanza movimentata e piena di risorse, penso che avrò modo di scoprirlo, mi piacerebbe passarci un po’ di tempo.Arriviamo a Gatton, un paesino poco più grande di Crodo circondato da immense distese di verde. E’ comunque affascinante: questa è la vera Australia! Chiamiamo quello che inizialmente pensavamo essere il nostro datore di lavoro per farci venire a prendere. Ci si presenta innanzi un signore di età avanzata stile “nonno di Heidi”… E già qua iniziano le risate! Scopriamo che quel signore in realtà è colui che ci fornisce l’accomodation, successivamente ci verrà dato il numero di telefono del nostro contractor per poter lavorare i giorni successivi in fattoria.Arriviamo nella nostra fantastica reggia: caravan n. 39. Siamo in un caravan park pieno di asiatici che fanno questo lavoro da mesi e mesi e mesi (devo ancora capire come fanno, ma è un dettaglio!). La nostra roulotte è in uno stato civilmente abitabile diciamo, meno male che sia a me che a mia sorella non ci manca lo spirito di adattamento! Qua si prende tutto con filosofia, e iniziamo a fantasticare sulla nostra vita coniugale in un caravan sperdute nella Gatton City, che risate! In ogni caso c’è tutto il necessario per stare comode e avere la nostra privacy… come una villa in Sardegna!Chiamiamo il nostro datore di lavoro: domani alle 4.30 ci si trova davanti all’entrata del caravan park. Alle 4.30?!?!?!? Stica!!! Io sono abituata ad andare a dormire alle 4.30, non ad alzarmi per andare a lavorare!!! What kind of job? Cutting onion. What is it???? Lo scoprirete a breve!Stiamo cucinando una fantastica minestra, quando bussano alla nostra porta (se così si può chiamare, non so come definirla!) due ragazzi che capiamo essere francesi; ci chiedono se vogliamo andare a bere qualcosa da loro dopo cena. Of course! Martin e Max, questi i loro nomi, sono arrivati anche loro oggi, ma non sembrano molto convinti a voler lavorare in una farm… Perché sono qua allora?!?! Ma… Devo ancora capirlo ora!La sveglia suona puntuale alle 3.30. Colazione e via! Saliamo su un van insieme ad altri ragazzi (tutti asiatici tranne tre tedesche) e arriviamo a detinazione dopo 15 minuti. Un campo immenso di cipolle davanti ai nostri occhi: il lavoro consiste nello strappare la cipolla dalla terra e tagliare (cut) la parte superiore (non so il nome tecnico, dovrò chiedere a mia mamma!). Sembra facile e neanche troppo pesante… Sembra! La posizione non è certo delle migliori sia per la schiena, che per le gambe, ed è la stessa da mantenere per parecchie ore... Ma si, cosa vuoi che sia, due atlete come noi! Le cipolle vanno riposte in dei cassoni enormi (cosiddetti bin), non ne ho idea quanto possano contenere… un quintale credo tutto! Dopo nove ore di lavoro finalmente terminiamo il campo, riuscendo a riempire quattro bin. E sapete quanto viene pagato un cassone? 45 dollari australiani, vale a dire poco più di 20 €. In pratica abbiamo massacrato il nostro corpo per si e no 50 €, bè, non c’è male dai! Ovviamente sto scherzando! Ma l’abbiamo voluto noi no?!?!Ah, non vi ho detto che per completare in bellezza il primo giorno di lavoro, il trattore che spostava i bin ha schiacciato accidentalmente la mia borsa: occhiali e cellulare letteralmente distrutti. Sclero per i primi 10-15 minuti, ma poi, non so se mi sono drogata o cosa (saranno ancora gli odori che ho respirato a Nimbin?!?!), mi viene da ridere: ho guadagnato 90 dollari, non ho più un cellulare, non ho più gli occhiali e ho il corpo che è ridotto ad un mucchio di ossa che stanno collegate per miracolo… Non è una comica?!?! Meno male che rido va…Non vi dico come ci siamo alzate la mattina dopo… ed eravamo ancora convinte a voler lavorare! Ma quando è suonata la sveglia alle 3.30, sono riuscita giusto giusto a compiere il movimento con il pollice destro per spegnere l’allarme del cellulare. In ogni caso piove pure, e quindi con questo tempo non si lavora. Meno male! Dormiamo 13 ore filate, ci alziamo a fatica dal letto: forse l’unica parte del corpo che non ci fa male sono le palpebre! Ah no, anche la mascella! Allora sono due e vai!!!!!!Scopriamo durante la mattinata che abbiamo perso pure la sensibilità ad un piede: mantenendo sempre la stessa posizione per nove ore di seguito abbiamo il collo del piede completamente anestetizzato, non riusciamo a muoverlo, è impressionante!!! Che effetto!! Io il destro e mia sorella il sinistro, bè, almeno in due facciamo due gambe buone, o quasi!!! Che avventura!Passiamo il nostro day-off riposando, lavando biancheria, mangiando, andando a fare la spesa e all’internet cafè. Trascorriamo la serata insieme ai ragazzi francesi, c’è Martin che parla inglese un po’ come me (un english very crap!) e quindi mi diverto a parlare con lui, dato che siamo tutti e due nella stessa situazione è più stimolante fare pratica insieme! Ci sono anche altri ragazzi coreani e thailandesi: uno di questi, Jude, sembra uscito da un cartone animato giapponese, fa spaccare dalle risate!!!! Da avere le lacrime agli occhi vi giuro! Non vi dico poi quando abbiamo iniziato a fare lezioni di coreano, italiano e francese insieme, avevo male alla pancia dal ridere!!!Decidiamo di fare un secondo giorno a cutting onion, sempre con lo stesso risultato di quattro bin riempiti. Diciamo che il secondo giorno va un po’ meglio, anche se è sempre massacrante fare lo stesso movimento per 9-10 ore di seguito. Un’esperienza di vita che mi ha segnato parecchio: vi potrà sembrare la solita frase di rito, ma finchè non lo si prova non si immagina nemmeno lontanamente che c’è gente che li fa ancora certi lavori, e che magari lo fa per parecchi mesi (come i coreani qua nel caravan park), o per parecchi anni, o per tutta la vita, e non come me per 3 giorni… bè, non vengono i brividi anche a voi? E noi che ci lamentiamo per qualsiasi cazzata: “ho un lavoro di merda”, “non guadagno niente”, “mi sparo un’ora nel traffico prima di andare a lavoro”… Bè, è meglio guadagnare relativamente poco stando seduti comodi e puliti in ufficio, magari con l’aria condizionata e il caffè a metà mattina, oppure stare seduti per terra, col sole (australiano) che ti brucia sulle spalle e sulla testa, sentendoti sporco e sudato e con una bottiglia d’acqua che dopo mezz’ora non è più H2O ma sembra essere qualcos’altro??? Bè, vedete voi… Sono così contenta di aver provato quest’esperienza, ora capisco veramente il significato delle canzoni gospel che ho cantato per 10 anni, credo di capire, magari non fino in fondo, ma almeno in buona sostanza, ciò che sentivano dentro gli schiavi neri e la speranza che riponevano in Dio cantando “Good news, the chariot’s coming”, l’unica guida che potevano avere mentre lavoravano in un campo infinito, magari proprio di cipolle. Giustificatemi la parentesi.Ora non so quali saranno i programmi per le prossime settimane, qua si vive giorno per giorno, ed è questa la cosa più bella! Staremo qua a Gatton ancora per due giorni credo, dato che abbiamo pagato per una settimana. Poi decideremo se andare a Brisbane, o stare qua a ancora, o non lo so! Comunque sto davvero bene, sono felice di essere qua, sono felice. Ci sentiamo prossimamente! See you soon!

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