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Chiuso il capitolo “ragazze di campagna” decidiamo di ritornare alla civiltà: destinazione Brisbane, la terza città più grande dell’Australia dopo Sydney e Melbourne. Scendiamo dal pullman e carichiamo in spalla i nostri “compagni di viaggio”: first of all, cercare un tetto per dormire. Ovviamente la scelta cade sempre sull’ostello più economico, 156 $ a settimana non è per niente male! Speriamo sia almeno decente! Direi che la fortuna è stata dalla nostra: l’ostello è pulito, la grandezza della camera (anche se da dividere con altre sei ragazze) è accettabile, la cucina è abbastanza grande, ci sono tanti tavoli di legno per mangiare all’aperto e c’è pure una piscina! Prendiamo subito la navetta per andare a visitare il centro della città, che si rivela essere non molto grande e perciò molto comodo da girare a piedi.
Brisbane credo sia lo stereotipo di città dove potrei vivere tranquillamente: non è troppo caotica a livello di traffico, non è per niente cara, è servita molto bene dai mezzi, ha un clima ideale, ha uno stile moderno e vittoriano insieme e la gente sembra essere molto molto rilassata… Pensate un po’ che i negozi chiudono quasi tutti alle 17.30-18! Quasi come a Milano! L’unica pecca è che purtroppo non si affaccia sull’oceano… E anche se sono qua da solamente due settimane ne sento già la mancanza! La città è comunque divisa dal fiume che porta l’omonimo nome (Brisbane River), e la passeggiata lungo lo stesso è caratterizzata da giardini ben curati, spiagge artificiali e innumerevoli panchine dove poter ammirare gli immensi grattacieli che si affacciano sulla riva opposta del fiume. Di notte poi… E’ uno spettacolo senza fine, starei ore a fissare quella miriade di luci e lucette che si riflettono nell’acqua!
Dopo il dovuto city tour ritorniamo alla realtà e i giorni successivi sono dedicati alla ricerca di un lavoro: questa volta ci buttiamo nel settore “ristorazione” sperando di trovare un posto come cameriera. Ed in effetti non sembra così difficile (o magari è la fortuna del principiante): nonostante il mio inglese maccheronico sono riuscita ad ottenere due prove in due locali diversi, la prima la sera stessa in un ristornate italiano e la seconda in un caffè due giorni più tardi.
L’agitazione inizia a salire poche ore prima di iniziare… Non provavo quella sensazione dagli esami all’università o dal giorno della discussione della mia tesi! Che ansia! “E se non capisco??”… “E se i clienti mi fermano e mi ordinano qualcosa??”… “E se i camerieri sono stronzi con me e perdono la pazienza dopo due secondi??”… Ok Laura, segui il consiglio di tua sorella: sorridi sempre e mettiti il fondo schiena al posto della faccia… Andrà tutto alla grande! E come per magia… Prova superata!!! Il mio compito sostanzialmente è quello di “runner”, e cioè di portare le portate ai tavoli e sbaraccare gli stessi quando la gente ha finito di mangiare… Qualche difficoltà ad imparare i nomi dei piatti (per fortuna alcuni sono uguali a quelli italiani, solo il nome però!!!), ma per il resto diciamo che è filato tutto liscio!!! Purtroppo il boss mi dice che non potrà farmi lavorare tutti i giorni… Va bè, better than nothing!!!
La seconda prova è in un caffè. L’ambiente è decisamente più elegante e anche un po’ più freddo a livello di staff rispetto al ristorante italiano. Me la cavo discretamente anche questa volta, e la manager mi dice che mi richiamerà per farmi sapere l’orario di lavoro per la prossima settimana. Pensavo di aver portato a casa un altro lavoro, ma purtroppo quando chiamo per sapere il mio roster la manager mi dice che è veramente dispiaciuta ma fino a gennaio non ha bisogno di personale… Ma allora per quale strano motivo mi avrà fatto provare?!?! Non lo scoprirò mai penso… O magari era un modo più elegante per dirmi “hai fatto schifo, non ti vogliamo”… Non so! Ma in ogni caso un lavoro ce l’ho, posso già ritenermi soddisfatta!!
Dopo il lavoro si parte alla ricerca di una casa, è decisamente più conveniente affittare una camera piuttosto che continuare a stare in ostello! E anche questa volta ci va di lusso: troviamo una doppia al prezzo di 110 $ a testa per week, niente male! La cucina ad angolo è davvero spaziosa, altrettanto lo è il soggiorno con un divano, due poltrone e un televisore con lettore dvd, c’è altresì un terrazzino con un tavolo dove poter mangiare… It’s very nice! I nostri flatmates sono un ragazzo turco e una coppia di ragazzi brasiliani, sembrano essere molto carini e simpatici! E la cosa fondamentale è che in casa si parla solo inglese, good for me! La zona, Kangaroo Point, è vicina al centro della città e vicinissima alla riva del fiume… Insomma, non mi posso proprio lamentare!
Sono a Brisbane da ormai due settimane, ho trovato un mio equilibrio e posso dire di stare veramente bene: lavoricchio, leggo, guardo film, studio il mio grammar book, parlo coi miei coinquilini… Cerco di fare di tutto e di più per poter migliorare il mio inglese, anche se è davvero difficile! Ma non mi perdo d’animo, chi mi conosce sa che sono testarda… E quindi ce la devo fare!!!
L’ultima novità è che ieri sono riuscita a trovare un altro lavoro, almeno spero! Ho una prova fissata per venerdì in un caffè-ristorante. La manager sembrava molto carina e a mio parere, credo di aver fatto buona impressione… Ma ve lo saprò dire solo dopo venerdì! L’obiettivo è quello di trovare un altro lavoro perché solo con uno due-tre volte a settimana, bè, è difficile tirare avanti! Con due lavori invece potrei vivere tranquillamente e cercare di risparmiare qualcosa per i miei futuri spostamenti. Diciamo che questa è la mia idea: stare a Brisbane per uno o due mesi e appena ho un po’ di soldi da parte, ripartire per un’altra destinazione, per un’altra scoperta, per un’altra avventura! Sono qua anche per questo! Per il viaggio più entusiasmante della mia vita, e sono certa che lo sarà… L’inizio è stato senza dubbio un ottimo preludio!
BLU OCEANO
15 anni fa
1 commento:
Sono l’ideatore di una community che raccoglie più di 600 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).
Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.
Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).
In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.
Il tema attuale è " Il viaggio: una fuga da noi stessi per raggiungere noi stessi".
Ti scrivo in quanto ho trovato il tuo blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
Tu potresti pubblicizzare il tuoi scritti e trovare persone interessanti con cui discutere.
Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.
Una cosa importante: ognuno di noi ha i suoi siti, il suo blog, i suoi spazi e non li abbandona.
Il Progetto è un luogo dove discutere o presentare questi tuoi lavori (oppure semplicemente le tue idee) e non per fa alcuna concorrenza a blog siti e comunità che già li contengono.
Un saluto
Guido Mastrobuono
(Direttore del Progetto Cicero)
PS.
Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.
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